Rolling Stone – Sognando Morricone: intervista a Mark Ronson – 11.04.11

Pubblicato: 12 aprile 2011 in Top News
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11 APRILE 2011

Mark Ronson è sicuramente uno dei personaggi più eclettici nel panorama musicale. Dal sound anni Sessanta di Amy Winehouse a quello hip hop dei suoi album da solista fino alla new wave di “All You Need is Now” dei Duran Duran, il produttore inglese se ne frega di qualsiasi etichetta e trasforma in oro tutto ciò che tocca. L’ho incontrato fra le nevi austriache, in occasione del Volvo Snowbombing 2011. Ronson entra ed esce dagli studi delle band più interessanti del momento. Gli ho strappato qualche anticipazione sui prossimi progetti, mentre lui ha confessato la sua passione per i compositori italiani.

Sei uno dei produttori più versatili in circolazione. Spazi dall’hip hop al soul fino al garage. Qual è il fattore comune che ti permette di muoverti agilmente fra generi anche molto diversi?

Sono cresciuto in un ambiente famigliare che mi ha stimolato allo studio della musica, mio padre ascoltava un sacco di soul e funk, mentre io, appena raggiunta l’adolescenza, ho sviluppato una forte passione per l’hip hop. Sono tutti generi musicali caratterizzati da un beat deciso, e dall’importanza della sezione ritmica. Esiste quindi un ponte fra i tre stili. Lo stesso accostamento si può fare anche con il garage, un genere nato negli anni Sessanta, con batteristi che si ispiravano al tipico timbro Motown. Per quanto mi riguarda parte tutto dal mio amore per la batteria, dalla ricerca di un beat perfetto. La ritmica diventa quindi il punto d’incontro fra lavori apparentemente molto diversi.

Hai lavorato in studio con i Black Lips per il loro prossimo album. Com’è nata la collaborazione fra voi e cosa bisogna aspettarsi dal nuovo disco “Arabia Mountain”?

Ero un grande fan del loro quarto album “Good Bad Not Evil”, e qualcuno di Vice Records, la loro etichetta, mi ha detto che i Black Lips avrebbero voluto lavorare con me. Inizialmente ho pensato fosse tutto uno scherzo, dato che si sta parlando di gente completamente folle, che fa cose come pisciarsi addosso sul palco durante i concerti! Invece siamo andati in studio insieme, e mi sono trovato a lavorare con una grande band, in grado di dare vita a un sound eccellente. Il lavoro non è molto diverso da quelli registrati in precedenza dal gruppo, rimane la tipica impronta garage.

Vuoi dire che non si sente lo zampino di Mark Ronson?

Poco. Non ho voluto stravolgere più di tanto un suono che, già di suo, é genuino e accattivante. Ho cercato di rispettare il loro stile, e mi sono limitato a fare qualcosa di bello senza stravolgere le loro sonorità squisitamente garage.

Stai anche mettendo mano al nuovo lavoro di Rufus Wainwright

Ho appena finito di ascoltare i demo, saremo in studio a partire da ottobre. Al momento non so ancora dare anticipazioni sul tipo di lavoro che faremo. Ti posso dire soltanto che è un progetto a cui non vedo l’ora di lavorare, e penso che potrà uscire qualcosa di molto interessante.

Qual è il prossimo nome nella tua wish list?

Non ho una vera e propria wish list. Mi trovo a lavorare con i vari artisti per caso, per fortuna o perché si stabilisce un rapporto, come è ad esempio successo con Rufus Wainwright. Non mi piace mettermi seduto a un tavolino a programmare le collaborazioni, pensando di giorno in giorno agli artisti con cui vorrei lavorare. Preferisco che succeda in maniera naturale, anche perché finora ho sempre avuto grandi soddisfazioni dal punto di vista musicale.

Hai mai pensato a collaborazioni con artisti italiani? Magari anche con grandi compositori come Moroder o Morricone?

Devo confessare di essere abbastanza ignorante sulla musica italiana, e al momento non ho mai avuto richieste di collaborazioni. Ma Giorgio Moroder ed Ennio Morricone sono sicuramente due fra i nomi che hanno avuto una grandissima influenza sulla mia musica. Hai sentito parlare del prossimo album di Danger Mouse e Daniele Luppi, “Rome”?

Certo, è un concept basato sulle colonne sonore di Ennio Morricone, so che hanno partecipato anche Jack White e Norah Jones

Esatto. Io penso che quello sia un lavoro davvero interessante, un’idea originale per riprendere in chiave moderna della musica che ha fatto la storia. Amo Morricone, e adoro Moroder, lo ascolto praticamente ogni giorno per capire le sue produzioni, il suo modo di fare musica, che ha influenzato molto anche il mio lavoro insieme ai Duran Duran. I miei amici Spank Rock stanno lavorando a un progetto chiamato Mobroder, una rivisitazione in chiave black della musica di Moroder, ed è davvero figo!

ENRICO PIAZZA

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